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25 agosto - 8 settembre 2019

"Lottate per entrare attraverso la porta stretta!" 

Commento al Vangelo di Lc 13,22-30  di p. ENZO BIANCHI (Fondatore della Comunità di Bose)

Il vangelo secondo Luca ci presenta una pagina nella quale l’evangelista ha raggruppato parole di Gesù derivanti dalla tradizione orale e dalla fonte scritta comune sia a lui sia a Matteo, che invece le ha collocate in contesti diversi (cf. Mt 7,13-14.22-23; 8,11; 19,30; 20,16; 25,10-12). In questo brano leggiamo parole di Gesù certamente dure, aspre, che esprimono esigenze radicali, severe e appaiono anche minacciose. Gesù appare qui il profeta che ammonisce, avverte, minaccia – come faceva il suo maestro Giovanni il Battezzatore –, per scuotere gli ascoltatori e porli davanti alle esigenze del Regno, nel quale si può entrare attraverso un “giudizio” che non guarderà ai comportamenti esterni, seppur religiosi, degli esseri umani, ma all’aver accettato di essere o meno conosciuti dal Signore.

Noi accogliamo queste parole come buona notizia soprattutto perché non sono l’ultima parola di Gesù e, nello stesso tempo, perché tentano di svegliarci dal torpore spirituale, dall’abitudine alla devozione, dal non impegnarci alla sua sequela. Ascoltiamo dunque questi apoftegmi di Gesù senza addolcire, come a volte siamo tentati di fare, il loro messaggio, che ci indica la via della salvezza.

Durante la sua salita a Gerusalemme, passando attraverso città e villaggi e predicando come un profeta a coloro che venivano ad ascoltarlo, Gesù si sente rivolgere questa domanda da qualcuno in mezzo alla folla: “Signore, sono pochi quelli che sono salvati?”. È una domanda che abita ancora oggi i nostri cuori: la salvezza sarà riservata a pochi giusti oppure la misericordia di Dio aprirà le porte del cielo a molti? In ogni credente vi sono domande brucianti che possono diventare dubbi che tormentano, per questo quella persona pone a Gesù tale interrogativo chiamandolo Kýrios, Signore, dunque con una certa fede-fiducia in lui.

Gesù non risponde direttamente ma proclama con chiarezza ciò che è urgente per tutti coloro che lo ascoltano: “Lottate (agonízesthe) per entrare nella sala del banchetto attraverso la porta stretta, perché molti – ve lo dico – cercheranno di entrare, ma non ci ne avranno la forza”. Ciò che Gesù mette in evidenza, negando un interesse per il numero dei salvati, è la necessità, l’urgenza della lotta. Nel nostro cammino verso il Regno c’è una lotta da condurre, una lotta dura, che è “il buon combattimento della fede” (1Tm 6,12) contro un avversario, un oppositore, un potente che è Satana. Nessuna illusione: la sequela di Gesù è a caro prezzo, costa fatica e impegno, richiede di combattere con le armi spirituali, a volte fino all’agonia, alla lotta davanti alla morte, come l’ha vissuta Gesù (cf. Lc 22,44). La porta stretta non vuole impedire l’entrata, ma rivela che solo chi sa lottare, solo chi sa che la meta è il regno di Dio, potrà oltrepassarla. Occorre perciò essere equipaggiati e vigilanti per arrivare in tempo, prima che la piccola porta, ultima possibilità, sia chiusa. Perché come in ogni città, una volta calata la notte, vengono chiuse prima la grande porta, poi la porticina: allora nessuno potrà più entrare…

Gesù ammonisce dunque gli ascoltatori: “Restando fuori, comincerete a bussare, pronunciando preghiere e litanie: ‘Signore (Kýrie), aprici!’. Ma egli vi risponderà: ‘Non so di dove siete!’”. Quanti sono rimasti fuori, però, non desistono, ma continuano a pregare e a chiedere l’apertura della porta, ricordando le loro relazioni con il Signore stesso, tutte relazioni religiose. Dicono infatti: “Abbiamo mangiato e bevuto davanti a te, celebrando la tua cena, l’Eucaristia! Ti abbiamo ascoltato quando predicavi nelle nostre piazze!”. Ai loro occhi questo vissuto, ritenuto vicinanza e comunione con il Signore, dovrebbe far cambiare la sua decisione e quindi indurlo ad aprire la porta a gente che si ritiene conosciuta da lui, che pensa di vantare meriti dovuti all’appartenenza religiosa e all’assolvimento degli atti di culto, certamente necessari ma non sufficienti, se non sono accompagnati dalla concreta realizzazione della volontà del Signore.

E infatti il Signore stesso, inesorabile, dirà: “Lontano da me, perché siete stati operatori di ingiustizia! Non so di dove siete, non vi ho mai conosciuti!”. Il Signore contesta la verità di una vicinanza e di una comunione vantata da quelli che sono respinti, perché giudica che durante la vita non hanno operato la giustizia, sono stati dei malfattori, anche se formalmente ascoltavano la predicazione di Gesù ed erano ospiti alla sua tavola. In quel giorno, quando alla porta del Regno dovremo ascoltare il giudizio del Signore su di noi, ai suoi occhi non conteranno l’appartenenza alla sua comunità, la frequentazione della sua Parola e dell’Eucaristia. Questi, infatti, sono mezzi per operare il bene, la giustizia, e giungere alla carità: ma se il bene e la giustizia non sono realizzati nella vita, nel comportamento, nelle relazioni tra noi e gli altri, allora tali mezzi saranno evidenziati da Gesù come un inganno che abbiamo vissuto…

Questo è un ammonimento che noi cristiani, che ci diciamo discepoli e discepole di Gesù, non prendiamo sul serio. Purtroppo i nostri gesti liturgici, l’appartenenza alla parrocchia, la frequentazione dei pastori posti dal Signore nella sua chiesa, sovente possono diventare sicurezze false, che quasi ci impediscono di chiederci se quotidianamente siamo operatori di bene, cioè abbiamo un comportamento che nutre il bene comune, oppure operatori di male, con parole che dividono e calunniano, con sentimenti di inimicizia e di orgoglio, con comportamenti omissivi, che non fanno il bene e contraddicono la carità. Magari non commettiamo il male seminando violenza, ma basta che pensiamo al nostro comportamento omissivo, a quando non vediamo l’altro e non ci impegniamo per colui che è nel bisogno, affamato, assetato, immigrato, nudo, malato, in carcere (cf. Mt 25,31-46)… Noi crediamo di essere nell’intimità con il Signore, assidui alla sua presenza, ascoltatori della sua Parola, nutriti dai sacramenti, ma domandiamoci se a questo corrisponde ciò che il Signore chiede come impegno, urgenza, amore verso gli altri.

E accadrà allora anche che proprio quelli “dentro” (éso), appartenenti alla comunità cristiana, alla chiesa, respinti alla porta del Regno, vedranno quelli che stavano “fuori” (éxo) ed erano lontani, non appartenenti alla comunità di Gesù, seduti alla tavola del banchetto del Regno con Abramo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti. Lo dirà anche sant’Agostino: “In quel giorno molti che si ritenevano dentro si scopriranno fuori, mentre molti che pensavano di essere fuori saranno trovati dentro”. Capovolgimento della situazione e delle precedenze: i primi invitati, i primi destinatari della buona notizia appariranno gli ultimi, addirittura saranno fuori dal Regno, mentre proprio quelli che non si supponevano vicini a Dio troveranno posto al banchetto del Regno.

A me e a voi, lettori, ricordo che questo vangelo chiede a ciascuno di noi un discernimento: sono solo un uomo religioso, che si dice cristiano, che prega, che partecipa all’Eucaristia, ma in realtà ho una vita non conforme alla volontà del Signore Gesù, oppure sono uno che andando alla preghiera, nutrendomi della Parola e dell’Eucaristia come un mendicante che attinge da esse forza, tenta ogni giorno di essere un discepolo del Signore, tenta di essere coerente tra ciò che pensa, dice e vive quotidianamente, invocando come un mendicante la misericordia del Signore?

Queste parole di Gesù ci chiamano dunque alla conversione, alla consapevolezza dei nostri peccati e a non sentirci garantiti da appartenenze o gesti religiosi: se abbiamo ricevuto doni da parte di Dio, questi non sono privilegi ma piuttosto responsabilità. Per questo “i primi”, se non coerenti con la buona notizia del Vangelo, diventano gli ultimi e tra gli ultimi alcuni diventano primi, perché hanno cercato soprattutto di entrare nel Regno attraverso la porta che è Cristo (cf. Gv 10,7.9), porta sempre aperta, dalla sua venuta tra di noi fino a “oggi” (Eb 3,13), e sempre “porta di misericordia”, “porta che fa grazia”, seppur a caro prezzo.

Fonte: sito del Monastero di Bose https://www.monasterodibose.it/

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INVITO ai NUOVI CORISTI
La nostra Comunità è felice di accogliere nuovi cantori e musicisti, che potranno unirsi al nostro Coro parrocchiale per l’animazione delle messe domenicali delle ore 11:00 e delle ore 18:00. I nostri responsabili accolgono le richieste di partecipazione alla fine di ogni messa. Grazie di cuore a tutti coloro che parteciperanno! Fatevi avanti senza paura!!

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APPELLO per NUOVI VOLONTARI

Facciamo nuovamente appello a chi può dedicare del tempo libero alla Comunità attraverso:
- servizio al bar dell’oratorio nei pomeriggi da lunedì a venerdì;
- pulizie della chiesa al giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 15.30;
- pulizie degli ambienti dell’oratorio al mercoledì mattina dalle 9.30 alle 10.30;
- pulizia della cappella dell’oratorio al mercoledì pomeriggio dalle 14.30 alle 15.30.

Siamo in difficoltà: abbiamo bisogno!!
Rivolgersi al diacono Renato, suor Argentina, Maurizio e don Claudio

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OGNI SABATO POMERIGGIO dalle ore 16.30 in Chiesa

sono sempre disponibili uno o due preti per celebrare il Sacramento della Riconciliazione.

Invitiamo adulti e ragazzi a usare di questa buona occasione in modo da poter godere di un tempo di silenzio, di preghiera  e di preparazione alla celebrazione della Confessione.

Appuntamenti dal 25 agosto all'8 settembre 2019

APPUNTAMENTI

La Casa della Comunità e il Centro di Ascolto Caritas sono chiusi nel mese di agosto. Riaprono dal 2 settembre. In questo periodo in Parrocchia non si ritirano indumenti o altro.

Per intenzioni delle Messe e per richiesta certificati occorre rivolgersi in sacristia.

 Nella settimana dal 26 al 30 agosto 43 partecipanti con don Claudio sono nei Paesi Baschi nel nord della Spagna. Il diacono Renato e suor Argentina saranno assenti per gli Esercizi spirituali. Per ogni necessità contattare don Vittorio o Maurizio.

Dal 2 al 6 settembre per i ragazzi c’è la possibilità di vivere una settimana di Oratorio feriale nell’oratorio di Cascina del Sole. Informazioni e iscrizioni in oratorio.

Mercoledì 4 settembre  alle ore 21.00 in oratorio di Cassina Nuova abbiamo chiesto a don Marco Pavan di raccontarci la sua esperienza pastorale a Cuba. Siamo tutti invitati!

• Sono a disposizione all’ingresso della chiesa i fogli che presentano il significato di essere consiglieri del consiglio pastorale, in occasione del rinnovo il prossimo 27 ottobre. Si può presentare la propria candidatura al nuovo Consiglio pastorale nelle prossime settimane.

• Sul sito internet della parrocchia e in oratorio sono già disponibili le date degli incontri e gli orari per il prossimo anno di Catechismo 2019-20.

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 “… da quanto tempo non metti nulla nella cesta della carità… ?”
Appello della “San Vincenzo” e della Carita

La nostra Caritas ha un gran bisogno di: PASTA, CARNE in SCATOLA e LATTE. Quanto viene donato lo si può mettere nella cesta della carità ai piedi dell’altare o portato direttamente in Casa della Comunità aperta ogni pomeriggio. Grazie!!

A proposito del primo Bilancio Partecipato del nostro Comune: il progetto “DECIDI TU

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Proposta di viaggio organizzato dalla nostra Comunità Pastorale per il 2019

E' disponibile il foglio con una proposta di pellegrinaggio:

- Dal 26 al 30 agosto viaggio nei PAESI BASCHI  in Spagna - Scarica il programma

- Dall'8 al 10 novembre weekend a NAPOLI - Scarica il programma

 

CHIESA SAN BERNARDO

ORARIO SANTE MESSE

SABATO

ore 18.00 - Cassina Nuova di Bollate 

DOMENICA

ore   9.00 - Cassina Nuova di Bollate 

ore 11.00 - Cassina Nuova di Bollate

ore 18.00 - Cassina Nuova di Bollate (escluso nei mesi di luglio e agosto degli anni pari)

FERIALI

ore 18.00 - Cassina Nuova di Bollate

 

ORARIO CONFESSIONI

Tutti i giorni dopo le Messe e al Sabato dalle ore 16.30 alle ore 17.50

CHIESA SANT'ANTONIO

ORARIO SANTE MESSE

SABATO

ore 18.00 - Cascina del Sole

DOMENICA

ore   8.00 - Cascina del Sole

ore 10.00 - Cascina del Sole

ore 18.00 - Cascina del Sole (escluso nei mesi di luglio e agosto degli anni dispari)

FERIALI

ore 8.30 - Cascina del Sole

 

ORARIO CONFESSIONI

Tutti i giorni dopo le Messe e al Sabato dalle ore 16.00 alle ore 18.00

 

Bacheca

Verso il rinnovo dei Consigli di Comunità pastorale 

Domenica 20 ottobre 2019 saremo chiamati a rinnovare i membri dei Consigli Pastorali e degli Affari Economici delle nostre Comunità Pastorali e Parrocchiali.

Rinnoveremo questi Consigli per gli anni 2019-2023 e lo faremo non con la rassegnazione di una Chiesa in decadenza, ma animati dalla gioia di percorrere una nuova tappa evangelizzatrice nella vita della nostra Diocesi. La scelta della Comunità Pastorale è promettente: in essa rimangono le Parrocchie come “chiesa tra le case”, ci si scambiano i doni che lo Spirito diffonde e si cercano vie per essere discepoli testimoni.

Ai Consigli Pastorali è affidata la cura che la comunità dei discepoli del Signore viva del rapporto con il Signore. Che sia una comunità che nasce dall’Eucaristia, che ascolta la Parola e che vive un clima di preghiera fedele e fiduciosa, nella persuasione che senza il Signore non possiamo fare nulla. Inoltre, è affidata la cura che la comunità dei discepoli del Signore sia il contesto in cui ciascuno riconosce che la sua vita è una grazia, una vocazione, una missione. Infine, è affidata la cura che la comunità dei discepoli del Signore sia presente, nel contesto in cui vive, come il sale della terra, la luce del mondo, il lievito che fa fermentare tutta la pasta.  Con la creatività che la carità, la cultura, le feste e il buon vicinato ne siano segni semplici e luminosi.

Sono i passi su cui si sofferma la Visita Pastorale, che il nostro Arcivescovo Mario sta compiendo. Sarà in visita da noi il prossimo gennaio 2020! A breve saranno date indicazioni più precise per candidarsi come consigliere.

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TERZA FASE FONDO FAMIGLIA LAVORO

Con il mese di giugno, è partito nella nostra Comunità pastorale il Fondo Famiglia Lavoro 3.

Questa terza fase, voluta dal Cardinal Scola, prevede che a chi vi è ammesso sia offerto un tirocinio in azienda della durata da tre a sei mesi, con indennità di partecipazione di circa 400,00 euro mensili. E’ rivolto alle persone  residenti sul territorio della Diocesi Ambrosiana, con almeno un figlio minore a carico convivente, che siano disoccupate dal luglio 2015. Ci sono differenze rispetto alla Fase 1 e 2 del Fondo; in nessun caso è prevista l’erogazione di somme in denaro fuori dal tirocinio, né è prevista la frequenza a corsi di formazione. Per chiarimenti o richieste di accesso al Fondo, telefonare per appuntamento al n° 02-99205573 il mercoledì dalle 15.00 alle 16.30.

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Lavori (e spese) in oratorio e in chiesa

Abbiamo concluso i lavori di rifacimento dell’ingresso dell’Oratorio con l’abbattimento delle barriere architettoniche dalla strada, così da permettere ai passeggini e alle carrozzine di entrare senza ostacoli in oratorio.
La spesa per questo lavoro ammonta a circa 8.000 euro.

Aggiungiamo anche il lavoro in Chiesa del nuovo impianto di riscaldamento con 14 emettitori di calore; abbiamo così una chiesa ancora più calda e accogliente per il periodo invernale, unendo anche un deciso risparmio energetico.
La spesa ammonta a circa 45.000 euro, che stiamo pagando a piccole rate.
Grazie a tutti coloro che si sono ricordati a Natale di fare un’offerta per le necessità della Parrocchia; facciamo appello alla generosità di chi può per sostenerci in questo impegno economico non indifferente. Grazie!